In questo articolo si parla di…

  • Il music planner di un matrimonio divide la giornata in fasi, sceglie gli artisti e scrive una scaletta con brani, volumi, entrate e uscite. Nella stessa scaletta segna anche i momenti in cui la musica deve fermarsi o abbassarsi, perché lì contano le parole o l’attesa.
  • Le pause più importanti cadono nel rito, dove la liturgia prevede momenti di silenzio e il rito civile la lettura degli articoli del codice, e al ricevimento, durante brindisi e discorsi. Prima del primo ballo bastano pochi secondi di silenzio per raccogliere l’attenzione della sala.
  • I silenzi che nessuno ha deciso, come il vuoto fra la fine di una band e l’inizio del DJ, sono un errore frequente nella musica di un matrimonio. Il music planner li evita scrivendo ogni passaggio fra una fase e l’altra e facendo sovrapporre gli artisti.

La colonna sonora di un matrimonio si progetta insieme alle sue pause, perché un silenzio al punto giusto dà peso alle promesse, ai discorsi e all’attesa del primo ballo

In un matrimonio ci sono momenti in cui la musica fa meglio a tacere. Durante il consenso, mentre il testimone si alza per il brindisi, nei secondi che precedono il primo ballo, gli ospiti devono sentire una voce o trattenere il fiato, e qualunque nota di sottofondo li distrarrebbe.

Il music planner li segna nella scaletta con la stessa cura con cui sceglie i brani, perché anche fermare la musica e farla ripartire richiede un segnale, una persona che lo dia e un artista pronto a raccoglierlo. Quando nessuno se ne occupa, il problema si scopre il giorno stesso, magari con la musica che riparte sopra il discorso dello sposo.

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Che cosa fa un music planner per il matrimonio

Il music planner di un matrimonio progetta la musica di tutta la giornata, da quando arrivano gli ospiti fino all’ultimo brano del party. Parte da un colloquio con la coppia, divide il programma in fasi (cerimonia, aperitivo, cena, party), sceglie per ciascuna gli artisti adatti e scrive una scaletta in cui ogni momento ha il suo brano, il suo volume e il suo segnale d’inizio.

Ciò che distingue il suo lavoro da quello di chi coordina soltanto i fornitori è la drammaturgia sonora della giornata, cioè il modo in cui la musica sale, si abbassa e si ferma seguendo quello che accade fra gli ospiti. Una festa che suona allo stesso volume dall’aperitivo a mezzanotte stanca anche chi ama ballare, mentre una progressione ben costruita accompagna la sala dalla commozione del rito all’energia della pista senza che gli ospiti se ne accorgano.

Per questo nella sua scaletta ci sono anche righe senza musica, ciascuna con un orario indicativo e con il nome di chi darà il segnale per ripartire. Sono pause di natura diversa, dal rito al party, e accanto a quelle volute ci sono i vuoti che nessuno dovrebbe lasciare.

Le pause del rito

Le prime pause della giornata le stabilisce il rito. Nel matrimonio all’interno della messa la liturgia prevede il sacro silenzio come parte della celebrazione, e l’Ordinamento generale del Messale Romano lo colloca, fra l’altro, dopo le letture e l’omelia, come richiamo a meditare ciò che si è ascoltato. In quei momenti gli strumenti tacciono, e per questo il music planner affida il rito a musicisti che conoscono la liturgia e ne rispettano i silenzi.

Nel rito civile le parole più importanti sono quelle dell’ufficiale, che legge agli sposi gli articoli 143, 144 e 147 del codice civile, sui diritti e sui doveri dei coniugi fra loro e verso i figli, e poi riceve da ciascuno, uno dopo l’altro, la dichiarazione di volersi sposare. Su quelle parole non deve suonare nulla, nemmeno un sottofondo leggero, perché anche gli ospiti in fondo alla sala devono poterle sentire.

In tutti e due i riti il momento in cui la musica riparte, dopo il consenso e alla firma, si concorda prima con il celebrante, in modo che il primo accordo arrivi quando la penna è già in mano.

Sassofonista e tastierista suonano sulla terrazza affacciata sul mare durante l'aperitivo | MikeventsIl brindisi e i discorsi

Al ricevimento le parole importanti sono quelle degli ospiti: il brindisi del testimone, il discorso di un genitore, il ringraziamento degli sposi. Prima di ciascuno la musica si abbassa gradualmente, perché uno stacco netto suonerebbe come un errore, e il microfono va acceso e provato prima che chi parla si alzi, così la sala non resta in attesa del fonico.

L’ordine e i tempi dei discorsi il music planner li concorda con la coppia e con il catering, in modo che il brindisi arrivi quando i camerieri hanno finito di versare. Dopo l’ultimo applauso un brano scelto apposta riapre la festa, e la sala ritrova la sua voce da sola.

A cena, la musica si abbassa senza sparire

Durante la cena le pause sono rare, e a cambiare sono il volume e la funzione della musica. Per gran parte del tempo un set acustico accompagna la conversazione, mentre gli interventi scenici più forti si sincronizzano con le portate e con le luci, e durano quanto basta perché il piatto successivo arrivi in tavola nel momento in cui finiscono.

Dopo ogni intervento il music planner lascia agli ospiti qualche minuto di volume basso, il tempo di commentare ciò che hanno visto e di riprendere i discorsi interrotti. In quei minuti una cena trova il suo respiro, mentre riempirli con un altro numero trasformerebbe la serata in uno spettacolo da subire.

L’attesa prima del primo ballo

Fra tutti i silenzi del matrimonio, quello che precede il primo ballo è il più breve e il più carico. La musica della cena si spegne, le luci scendono sulla pista, gli sposi raggiungono il centro e per qualche istante la sala resta muta ad aspettare. Poi arrivano le prime note, e l’attesa di quei pochi secondi le rende molto più emozionanti di quanto sarebbero se partissero senza pausa.

Quell’attesa si prova come una scena. Il music planner decide chi dà il segnale alle luci e agli artisti, quanto dura il buio e da dove entrano gli sposi, e lo stesso schema si ripete, più breve, per il taglio della torta.

Ospiti ballano sotto il lampadario di cristallo mentre sax e voce suonano dal vivo | MikeventsI vuoti che nessuno ha deciso

Accanto alle pause volute, in molti matrimoni ci sono silenzi che nessuno ha scelto. La band chiude l’ultimo set e comincia a smontare mentre il DJ sta ancora collegando la console, gli ospiti passano dalla chiesa alla villa e trovano un giardino muto, la cena finisce prima del previsto e la pista resta buia finché qualcuno non se ne accorge. Ogni vuoto di questo tipo raffredda la sala, e riportare l’energia dov’era costa molta più fatica che mantenerla.

Il music planner li evita scrivendo nella scaletta anche i passaggi fra le fasi. Gli artisti si sovrappongono per qualche minuto, in modo che il DJ parta mentre la band suona l’ultimo brano, e quando gli ospiti cambiano luogo qualcuno li aspetta con la musica già accesa. Anche l’orario di fine musica concordato con la location entra nella scaletta fin dall’inizio, e la chiusura si costruisce a ritroso a partire da quell’orario, con un brano di congedo scelto con la coppia, così la festa finisce all’ora prevista e sulla nota che gli sposi hanno voluto.

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La musica del tuo matrimonio, pause comprese

Con Mikevents il Music Planning parte dall’analisi del contesto e dagli obiettivi emozionali della coppia, e diventa una scaletta dinamica che seguiamo con la direzione musicale e con le prove. Per ogni fase scegliamo gli artisti dal nostro roster, dai quartetti per il rito ai set acustici dell’aperitivo fino al DJ set con sax o violino elettronico, e decidiamo con te dove la musica deve farsi da parte.

Il repertorio si può personalizzare, e per avere il tempo di costruirlo ti consigliamo di scriverci 4–6 mesi prima del matrimonio, con più anticipo se ti sposi in alta stagione.

Se vuoi sapere come potrebbe suonare la tua giornata, raccontaci i momenti a cui tieni di più, dalle promesse al primo ballo, e partiremo da lì. I nostri format sono nella pagina sulla musica per matrimoni esclusivi.


Music planner per il matrimonio: domande frequenti

Che cosa fa un music planner per il matrimonio?

Un music planner per il matrimonio progetta la musica di tutta la giornata, la divide in fasi (cerimonia, aperitivo, cena e party), sceglie gli artisti adatti a ciascuna e scrive una scaletta con brani, volumi e segnali d’inizio. Nella scaletta segna anche le pause, come quelle dei discorsi e dell’attesa del primo ballo, e il giorno del matrimonio coordina musicisti, DJ e tecnici.

In quali momenti del matrimonio la musica si ferma?

Durante un matrimonio la musica si ferma nei momenti in cui contano le parole o l’attesa, cioè durante i silenzi previsti dalla liturgia dopo letture e omelia, durante la lettura degli articoli del codice civile e il consenso nel rito civile, e durante il brindisi e i discorsi al ricevimento. Spesso una breve pausa precede anche il primo ballo e il taglio della torta.

Quando conviene contattare un music planner per il matrimonio?

Per i format musicali più richiesti conviene contattare un music planner 4–6 mesi prima del matrimonio, e con più anticipo nei mesi di alta stagione. Il tempo serve per il colloquio con la coppia, la scelta degli artisti e la costruzione della scaletta, con le prove dei momenti più delicati come il brindisi e il primo ballo.