In questo articolo si parla di…

  • Il palinsesto di un evento musicale parte dai tempi degli ospiti, cioè l’arrivo, la cena, i momenti di massima attenzione, la festa e l’uscita. Questi orari dipendono da cucina, interventi, trasporti e autorizzazioni, e gli artisti vengono collocati dopo, nei momenti in cui il pubblico è pronto ad ascoltarli.
  • Premiazioni e interventi funzionano meglio a fine cena, quando gli ospiti sono ancora seduti e prima che cominci la festa. Dietro il palco, nel frattempo, i cambi fra un artista e l’altro si preparano con backline condivisa, sound check in ordine inverso e un DJ che copre le attese.
  • L’orario di fine musica lo fissa l’autorizzazione del comune, per gli eventi aperti al pubblico, oppure il contratto con la location. Il palinsesto si costruisce a ritroso da quell’ora, in modo che il momento più forte della festa arrivi prima della chiusura.

Arrivi, cena, attenzione, festa e uscita degli ospiti scandiscono la serata, e il palinsesto assegna a ogni artista il momento in cui il pubblico è pronto ad ascoltarlo

Il palinsesto di una serata con musica dal vivo comincia da due orari, quello in cui arriveranno gli ospiti e quello in cui se ne andranno. Fra l’uno e l’altro ci sono i momenti che il pubblico vive davvero (l’accoglienza, la cena, gli interventi o le premiazioni, la festa), e ciascuno ha tempi che dipendono da cose estranee alla musica, come la cucina, gli speaker, i trasporti e le regole del comune.

Gli artisti si collocano dentro questa struttura. Quando si costruisce il palinsesto all’inverso, partendo dalle disponibilità degli artisti e dalla durata dei set, il programma sulla carta è perfetto, ma in sala la band più attesa suona mentre metà degli ospiti è ancora in coda al guardaroba, e la premiazione cade nel mezzo del dolce.

Vale per un gala aziendale come per una festa privata o per la serata di una rassegna, e si ragiona nello stesso ordine in cui la vivono gli ospiti, dall’apertura delle porte all’ultimo brano.

Leggi anche: Il gala dinner show alterna piatti e applausi con la stessa precisione

Il primo orario è quello d’arrivo degli ospiti

Gli ospiti di un evento non arrivano tutti insieme, e fra il primo e l’ultimo può passare parecchio tempo, tra parcheggio, guardaroba, accrediti e saluti. La musica d’accoglienza deve quindi essere elastica, capace di durare a lungo senza stancare e di chiudersi quando serve, e nessun momento forte va messo nella prima parte della serata, perché lo vedrebbe solo chi è arrivato puntuale.

L’apertura delle porte fissa anche un limite per il lavoro tecnico. Il sound check deve essere finito prima che entri il primo ospite, sicché gli artisti arrivano in location ben prima del pubblico, e il loro orario di convocazione si ricava a ritroso da quello degli ospiti.

Nelle rassegne e nei concerti all’aperto lo stesso ragionamento riguarda l’apertura dei cancelli, perché il pubblico impiega a entrare un tempo che dipende dai controlli all’ingresso e dai flussi. Il primo artista in cartellone suona quindi davanti a una platea che si sta ancora riempiendo, e per aprire serve chi sa tenere il palco anche con pochi spettatori.

Tre cantanti su pedane bianche nel prato, davanti ai tavoli della cena in villa | MikeventsDurante la cena comanda la cucina

Quando c’è una cena, il metronomo della serata lo tiene la cucina. Il numero delle portate e i tempi di servizio decidono quanto dura il pasto e quando si aprono gli spazi per la musica, e il palinsesto si scrive insieme al catering, portata per portata.

Fra un piatto e l’altro trovano posto set brevi o interventi scenici, mentre durante il servizio la musica resta a volume da conversazione, così che i camerieri lavorino e gli ospiti parlino. Se la cucina accumula ritardo, è la musica ad adattarsi, con un set che si allunga o si accorcia senza che nessuno se ne accorga.

Premiazioni e interventi nel momento di massima attenzione

Il momento in cui il pubblico ascolta di più arriva di solito alla fine della cena, quando gli ospiti hanno finito di mangiare, sono ancora seduti e non si sono avviati verso la pista. È lì che conviene collocare premiazioni, discorsi e i momenti a cui l’organizzatore tiene di più, perché più tardi l’attenzione cala e una parte della sala comincia ad andarsene.

La musica li incornicia, con un ingresso per chi sale sul palco, un breve stacco fra un premio e l’altro e un brano che chiude l’ultimo applauso. Perché la sala resti calda fino alla festa, l’artista che la apre deve essere pronto a partire appena finiscono gli interventi, senza un cambio palco nel mezzo.

Davanti a una sala attenta è facile prendersi qualche minuto in più, perciò la durata degli interventi si concorda prima con chi parla, e nel palinsesto si lascia un margine che la festa può assorbire senza sacrificare il suo culmine.

Gli incastri fra gli artisti

Mentre gli ospiti cenano e ascoltano i discorsi, dietro il palco si prepara la parte meno visibile del palinsesto, cioè il passaggio da un artista all’altro. Ogni cambio richiede tempo per spostare strumenti, collegarli e verificare il suono, e un cambio palco senza musica raffredda la sala più di qualunque pausa voluta.

I cambi si accorciano con una backline condivisa, cioè amplificatori, batteria e tastiere che restano sul palco e servono a più formazioni. Il sound check si fa spesso in ordine inverso, cominciando da chi suonerà per ultimo, così che alla fine delle prove sul palco sia già montata l’attrezzatura di chi apre. Dove un’attesa è inevitabile, un DJ copre il cambio e tiene la sala in movimento finché la band successiva non è pronta.

Cantanti e sassofonista fra gli ospiti in pista, nella luce calda e nel fumo di scena | MikeventsLa festa e l’orario di chiusura

La festa ha bisogno di una progressione, con l’energia che sale set dopo set fino a un momento culminante. Dove collocarlo dipende dall’ora di fine, che quasi sempre fissano il comune o la location.

Per gli eventi in luoghi pubblici o aperti al pubblico, la legge quadro sull’inquinamento acustico affida ai comuni l’autorizzazione delle manifestazioni temporanee, anche in deroga ai limiti di rumore. Fra le prescrizioni del comune ci sono gli orari della musica, che cambiano da una città all’altra. In una villa o in un hotel l’orario di fine fa parte del format concordato con la location al momento del contratto, e il palinsesto lo considera fin dalla prima bozza.

Da quell’ora il palinsesto della festa si costruisce a ritroso, mettendo il culmine abbastanza prima della chiusura e lasciando che l’ultimo brano porti la serata alla fine con calma. Anche l’uscita fa parte dei tempi del pubblico, perché navette, taxi e guardaroba hanno bisogno di qualche minuto, e una musica di congedo accompagna gli ospiti fino alla porta.

Leggi anche: Organizzare un concerto: la burocrazia prima della musica

Il palinsesto della tua serata

Mikevents costruisce palinsesti e line-up per festival, rassegne ed eventi privati e aziendali, partendo dai flussi del pubblico, dalla sicurezza, dagli orari e dai volumi consentiti. Sul posto coordiniamo audio e luci, gestiamo il palco, la backline e la regia, e seguiamo i cambi fra un artista e l’altro perché la sala non resti mai senza musica.

Se stai organizzando una serata con più artisti, scrivici a che ora arriveranno i tuoi ospiti, e da lì costruiremo insieme il resto del programma. Trovi il nostro lavoro sugli eventi dal vivo nella pagina dedicata a concerti ed eventi pubblici.


Palinsesto di un evento musicale: domande frequenti

Che cos’è il palinsesto di un evento musicale?

Il palinsesto di un evento musicale è il programma della serata che stabilisce in che ordine e a che ora si succedono accoglienza, cena, interventi, esibizioni degli artisti, festa e chiusura. Si costruisce partendo dai tempi del pubblico e dai vincoli di cucina, location e autorizzazioni, e comprende anche i cambi palco fra un artista e l’altro.

Quando conviene programmare premiazioni e interventi in una serata con musica?

In una serata con musica dal vivo premiazioni e interventi funzionano meglio alla fine della cena, quando gli ospiti sono ancora seduti e prima che cominci la festa. In quel momento l’attenzione della sala è al massimo, mentre più tardi cala e una parte del pubblico comincia ad andarsene. La musica accompagna gli ingressi sul palco e gli applausi.

Chi decide l’orario di fine musica di un evento?

Per gli eventi in luoghi pubblici o aperti al pubblico, l’orario di fine musica rientra nelle prescrizioni dell’autorizzazione comunale, e in Italia il comune può concedere deroghe ai limiti di rumore per le manifestazioni temporanee. Nelle ville e negli hotel l’orario si concorda con la location al momento del contratto, e il palinsesto della festa si costruisce a ritroso da quell’ora.